58) Arendt. Un nuovo tipo di malvagit.
Assistendo al processo contro Eichmann, uno degli artefici
dell'organizzazione nazista per lo sterminio degli ebrei, Hannah
Arendt intuisce di trovarsi di fronte ad un nuovo tipo di
malvagit, sconosciuto alle epoche precedenti e legato
all'apparato burocratico proprio dello Stato moderno. Questo
piccolo uomo, che trasformato in solerte ed efficiente funzionario
statale, ha operato per la morte di migliaia di suoi simili senza
neppure rendersi conto pienamente di che cosa stesse facendo, ha
perso la sua umanit e proprio per questo  diventato  hostis
generis humani .
H. Arendt, La banalit del male. Eichmann a Gerusalemme (vedi
manuale pagine 439-440).

 Naturalmente i giudici sapevano che sarebbe stato quanto mai
confortante poter credere che Eichmann era un mostro, anche se in
tal caso il processo sarebbe crollato o per lo meno avrebbe
perduto tutto il suo interesse. Non si pu infatti rivolgersi a
tutto il mondo e convocare giornalisti dai quattro angoli della
terra soltanto per mostrare Barbabl in gabbia. Ma il guaio del
caso Eichmann era che di uomini come lui ce n'erano tanti e che
questi tanti non erano n perversi n sadici, bens erano, e sono
tuttora, terribilmente normali. Dal punto di vista delle nostre
istituzioni giuridiche e dei nostri canoni etici, questa normalit
 pi spaventosa di tutte le atrocit messe insieme, poich
implica - come gi fu detto e ripetuto a Norimberga dagli imputati
e dai loro patroni - che questo nuovo tipo di criminale, realmente
hostis generis humani, commette i suoi crimini in circostanze che
quasi gli impediscono di accorgersi o di sentire che agisce male.
A Gerusalemme lo si vide pi chiaramente che a Norimberga, perch
l i grandi criminali di guerra avevano s sostenuto di avere
obbedito a ordini superiori, ma al tempo stesso si erano anche
vantati di avere ogni tanto disobbedito, e perci era stato pi
facile non credere alle loro proteste d'innocenza. Ma sebbene la
malafede degli imputati fosse manifesta, l'unica prova concreta
del fatto che i nazisti non avevano la coscienza a posto era che
negli ultimi mesi di guerra essi si erano dati da fare per
distruggere ogni traccia dei crimini, soprattutto di quelli
commessi dalle organizzazioni a cui apparteneva anche Eichmann. E
questa prova non era poi molto solida. Dimostrava soltanto che i
nazisti sapevano che la legge dello sterminio, data la sua novit,
non era ancora accettata dalle altre nazioni; ovvero, per usare il
loro stesso linguaggio, sapevano di aver perduto la battaglia per
liberare l'umanit dal dominio degli esseri inferiori, in
particolare da quello degli anziani di Sion. In parole povere,
dimostrava che essi riconoscevano di essere stati sconfitti. Se
avessero vinto, qualcuno di loro si sarebbe sentito colpevole?.
H. Arendt, La banalit del male. Eichmann a Gerusalemme,
Feltrinelli, Milano, 1993, pagina 282.
